Questo romanzo ha quindi una valenza storica nella letteratura poliziesca, perché non solo è stato il primo giallo di Agatha Christie, ma anche il primo in cui apparve Hercule Poirot, uno dei personaggi letterari più carismatici e amati dai lettori di ogni dove.

Poirot a Styles Court, il cui titolo originario era The Mysterious Affair at Styles, fu scritto dalla Christie nel 1916, durante la Prima Guerra Mondiale, mentre prestava servizio come infermiera. Come detto, faceva qui la sua prima apparizione Hercule Poirot, il celebre detective entrato nell’immaginario collettivo come esempio di intelligenza e acume investigativo, ma entrava in scena anche il personaggio del capitano Arthur Hastings, fidato amico dell’investigatore e comparso successivamente in altri sette romanzi. Poirot era un ex funzionario della polizia belga, ritiratosi dal servizio e rifugiatosi in Inghilterra a causa della Grande Guerra.

«Avevo un amico, un amico che per molti anni non si allontanò mai dal mio fianco. Per quanto fosse a volte di un’imbecillità commovente, mi era molto caro» così diceva Poirot a proposito di Hastings nel romanzo L’assassinio di Roger Ackroyd.

L’Incipit di Poirot a Styles Court

Il grande interesse suscitato nel pubblico da quello che a suo tempo fu battezzato “Il Caso Styles” è ormai scemato. Ciononostante, data la risonanza che ha avuto, sia il mio amico Poirot sia la famiglia interessata mi hanno pregato di scrivere il resoconto dell’intera vicenda. In questo modo si spera di mettere a tacere i pettegolezzi che ancor oggi capita di ascoltare.

Prima di tutto parlerò di come mi trovai invischiato in questa storia.

La Trama

La cover anni ’70

I fatti si svolgono a Styles Court, un maniero nella campagna dell’Essex, durante la Prima Guerra Mondiale e sono narrati dal capitano Arthur Hastings in prima persona. Su invito dell’amico John Cavendish, il capitano è in visita alla residenza di famiglia, dove si trattiene per qualche giorno. Durante il suo soggiorno, di notte, la proprietaria della villa e matrigna di John, Emily Inglethorp, viene trovata nella sua camera da letto in fin di vita, a causa di un avvelenamento da stricnina. La camera era chiusa a chiave dall’interno e questo escludeva il coinvolgimento di terzi. Eppure, Hastings pensa di rivolgersi all’amico Hercule Poirot, da poco rifugiatosi con alcuni connazionali in Inghilterra a causa della guerra.

Il detective è residente proprio in un villaggio lì vicino, Style St. Mary, così inizia dunque a indagare sul caso, cercando di sistemare i tasselli relativi agli ultimi eventi che hanno preceduto la morte della signora. Il giorno in cui è stata uccisa, l’hanno sentita litigare con qualcuno, forse il marito, Alfred, o il figliastro, John. In seguito a quell’episodio, la donna aveva redatto un nuovo testamento, che però nessuno riusce a trovare. Dai racconti dei presenti si evince che dopo cena si era ritirata nella propria camera, portando con sé una valigetta contenente documenti importanti. La valigetta è stata poi forzata da qualcuno, evidentemente per rubare uno di quei documenti.

Il marito della defunta, Alfred Inglethorp, quella notte non aveva dormito a Styles, pernottando nel villaggio vicino. Non era quindi presente al momento dell’avvelenamento e sarebbe dunque da escludere tra i sospettati, tuttavia la polizia sta per arrestarlo, in quanto proprio lui aveva acquistato al villaggio una dose di stricnina. Tuttavia, Poirot interviene dimostrando che il veleno in suo possesso non poteva essere quello che aveva avvelenato la donna.

Attenzione, da questo punto ci sono importanti rivelazioni sulla trama

A quel punto, il maggiore indiziato diventa il figliastro di Emily Inglethorp, John Cavendish. Le prove a suo carico sono schiaccianti, in quanto la firma per l’acquisto della stricnina è sua e nella sua stanza viene ritrovata una fiala contenente il veleno.

Ma le indagini sono condotte da Hercule Poirot, non solo dimostrano l’innocenza di John Cavendish, ma provano anche la colpevolezza di Alfred Inglethorp e della sua complice, Evelyn Howard, sua cugina e amante, nonché dama di compagnia di Emily. Il sistema adottato dai due complici per eliminare la donna era stato molto ingegnoso. Emily prendeva tutte le sere un tonico contenente stricnica in minima dose, ma i due amanti avevano aggiunto del bromuro al farmaco, in modo che la stricnina si depositasse sul fondo della bottiglietta, rendendo letale l’ultima dose assunta, in quanto contenente tutta la stricnina dell’intera confezione.

Il piano prevedeva poi che Alfred fosse incriminato con false prove, che sarebbero poi state confutate in tribunale. Così, grazie al principio del Ne bis in idem, non avrebbe potuto essere processato per lo stesso reato una seconda volta, anche se fossero state trovate delle vere prove contro di lui.

Quindi, Poirot l’aveva salvato dall’arresto in un primo momento, per poi incriminarlo definitivamente con la sua complice.

La Recensione

Agatha Christie

Poirot a Style Court è un giallo seducente. L’ambientazione è tipicamente inglese, con i tempi dell’azione lenti ma coinvolgenti e i personaggi offerti al lettore con la solita classe e accuratezza. Insomma, nel caratteristico british style. Chi ama quello stile di vita amerà senza dubbio questo romanzo e tutti gli altri della Christie.

Anche qui, come negli altri suoi gialli, i personaggi vengono riuniti da Poirot prima che venga smascherato il colpevole. Tutti potrebbero avere commesso il delitto e tutti avrebbero avuto un motivo per farlo, perché la vittima, Emily Inglethorp, non aveva attirato molte simpatie intorno a sé. Tutto ciò confonde il lettore, che ha difficoltà a scegliere un responsabile, anche perché la vittima cambiava continuamente idea sul testamento, ma il fatto di non riuscire a individuare l’assassino è in definitiva una regola di tutti i polizieschi della scrittrice inglese.

Un altro degli aspetti interessanti e a tratti comici della storia è il confronto tra lo spirito di osservazione di Poirot e le idee quasi sempre sbagliate del capitano Hastings, suo amico e vecchio compagno d’avventure. La mente semplice di Hastings non fa altro che stimolare l’arguzia e la vanità del detective belga. Questo è un escamotage che la scrittrice userà anche in altri romanzi in cui apparirà il capitano, in quanto darà al lettore tutte le informazioni necessarie per addivenire alla soluzione del caso, ma in un’ottica sbagliata, dando rilevanza a certi fatti e sottovalutandone altri. Il sistema è: “Io ti ho dato la foto completa, sei tu che hai guardato nel posto sbagliato”, perché è Hastings che guarda nel posto sbagliato e con lui il lettore.

Poirot a Styles Court ha comunque un finale geniale, e anche questa è una regola, così come è geniale la trovata con cui gli assassini perpetrano il delitto. L’idea di somministrare tutto il principio attivo di un farmaco in un’unica soluzione è ingegnosa, ma anche credibile. Purtroppo, qualche anno dopo l’uscita del romanzo, un vero delitto fu commesso proprio con questo metodo. Se è vero che spesso la realtà supera la fantasia, è pur vero che a volte la fantasia aiuta la realtà.

Conclusione

La piantina della camera da letto della vittima

Poirot a Styles Court, come spesso accade nelle migliori creazioni umane, nasce per caso. Agatha fu sfidata dalla sorella maggiore a scrivere un libro giallo in grado di essere pubblicato, così terminò la stesura del romanzo e lo inviò a due editori, però senza successo. Fu solo dopo qualche mese che l’editore londinese John Lane decise di pubblicare il libro, a cui dovevano però essere apportate piccole modifiche. Alla scrittrice furono riconosciute soltanto 25 sterline di anticipo e l’esclusione dagli utili per le prime 2000 copie. Nulla di nuovo sotto il sole, sono spesso queste le comprensibili condizioni a cui deve aderire un esordiente per vedere il suo libro pubblicato da un editore.

Ci sono due curiosità da segnalare in relazione a questo romanzo: la prima è che l’ambientazione dell’ultimo caso di Poirot, Sipario, è ancora Styles Court, quindi un cerchio che si chiude; la seconda è che la casa in cui Agatha Christie viveva con il primo marito, il colonnello Archibald Christie, si chiamava Styles.

Considero Poirot a Styles Court uno dei romanzi più belli e affascinanti di Agatha Christie, rappresenta inoltre l’esordio letterario di Hercule Poirot, per cui non si può che cominciare a scoprire da lì il raffinato mondo della regina del giallo. Molto spesso a chi non l’ha mai letta si consiglia Assassinio sull’Orient Express, io credo invece che l’ideale sia sempre partire dall’inizio.

Non ci resta allora che leggerlo o rileggerlo, perché con Agatha Christie anche il male diventa elegante.

Autore

Silvio Coppola

Silvio Coppola è nato a Salerno. Musicista, scrittore, giornalista e conduttore radiofonico. È stato redattore per riviste specializzate di computer music, ha suonato nei migliori locali e piano bar della Campania, ha collaborato con il grande drummer napoletano Tullio De Piscopo, con cui ha composto due canzoni.