Il libro venne pubblicato in anteprima mondiale in Italia. Era il 1957 e Giangiacomo Feltrinelli riuscì a battere la concorrenza di editori americani e francesi. L’anno successivo, Pasternak vinse il premio Nobel per la letteratura, ma fu costretto a rifiutarlo, per evitare di essere accusato di tradimento dal regime comunista. Ma perché tanta inquietudine per una storia d’amore? La libertà di espressione dovrebbe essere l’unica ricchezza equamente condivisa da tutti gli uomini, eppure anche quella appartiene a pochi.

Incipit de Il Dottor Živago

Andavano e sempre camminando cantavano Eterna memoria, e a ogni pausa era come se lo scalpiccio, i cavalli, le folate di vento seguitassero quel canto.

I passanti facevano largo al corteo, contavano le corone, si segnavano. I curiosi, mescolandosi alla fila, chiedevano: “Chi è il morto?” La risposta era: “Živago.” “Ah! allora si capisce.” “Ma non lui. La moglie.” “È lo stesso. Dio l’abbia in gloria. Gran bel funerale.”

Il romanzo narra la vita di Jurij Andreevič Živago, medico e poeta, diviso dall’amore per due donne: la moglie, Tonja, e l’amante, Lara Antipov. Intorno a loro, la guerra civile tra bianchi e rossi, ossia tra controrivoluzionari e bolscevichi, retaggio della rivoluzione d’ottobre. Il modo intellettualmente onesto con cui Pasternak descriveva quel periodo storico screditava l’aspetto eroico della rivoluzione, come da sempre propagandata dal regime comunista. Fu quello il motivo dello scandalo, ciò che disturbò il partito.

Boris Pasternak

Nel 1956, il manoscritto fu rifiutato dalla rivista moscovita Novyj Mir, per divergenze ideologiche, poi arrivò la Feltrinelli, che nel 1957 pubblicò il romanzo in anteprima mondiale. L’anno successivo, nonostante quello fosse l’unico romanzo scritto da Pasternak, gli fu assegnato il premio Nobel per la letteratura, ma fu costretto a rifiutare per la forte opposizione di Chruščёv. Addirittura, lo scrittore gli dovette indirizzare una domanda di grazia per evitare l’accusa di tradimento, che in quegli anni poteva comportare conseguenze molto gravi, nonché l’espulsione dall’URSS. Fu comunque cacciato dall’Unione degli scrittori e privato della nazionalità. Purtroppo, nel 1960 Pasternak morì, senza aver potuto godere dei riconoscimenti tributati al suo capolavoro.

Ma, ancora una volta, c’è l’Italia nella storia di questo romanzo. Nel 1965 il produttore Carlo Ponti mise in opera il film tratto dal romanzo, vincitore di 5 premi Oscar, per la regia di David Lean e con Omar Sharif, Julie Christie, Geraldine Chaplin, Alec Guinness e Rod Steiger. Nonostante il successo planetario dell’opera, o forse proprio a causa di questo, l’ostilità della censura russa verso l’autore si protrasse ancora e il romanzo fu pubblicato legalmente in Russia solo nel 1988, grazie alle riforme promosse da Gorbačëv. Nel 1989, il figlio dello scrittore, Evgenij, poté finalmente ritirare in Svezia il premio Nobel assegnato al padre 31 anni prima.

Il Dottor Živago è un poema nel quale i personaggi rifiutano il rilievo del grande romanzo naturalista per mostrarsi quali sono: foglie secche trascinate in vortice dal soffio di una grande tempesta” Eugenio Montale

La Trama

Il romanzo si apre con la morte della madre di Živago che, rimasto solo, viene affidato ai Gromeko, gli zii di Mosca, che lo accolgono come un figlio e dove cresce con la cugina Tonja, che poi sposerà. Jurij studia medicina, ma coltiva anche la passione per la poesia. Scoppia intanto la prima guerra mondiale e il giovane viene chiamato a prestare servizio in un’unità medica al fronte. Lì incontra per la prima volta Lara, che presta servizio come crocerossina. La ragazza appartiene a una famiglia di origine francese e vive a Mosca con la madre vedova, che gestisce una sartoria. Sin da piccola, Lara aveva conosciuto Pavel Antipov, con cui si era sposata prima della guerra. Tra Jurij e Lara nasce un sentimento, che resta solo platonico.

Geraldine Chaplin e Omar Sharif durante le riprese del film “Il dottor Zivago” a Madrid nel 1965. (Gianni Ferrari/Cover/Getty Images)

Intanto, l’esercito russo si sgretola dietro gli effetti della rivoluzione e Jurij, come tutti gli altri, torna a casa, convinto di non rivedere mai più Lara. Živago capisce che è molto difficile restare in città e decide di rifugiarsi, con la moglie Tonja, il figlio Saša e il suocero, a Varykino, un paesino sperduto sui monti Urali, dove si stabiliscono in una casetta molto semplice. Il villaggio più vicino è Jurjatin, dove il caso vuole che viva Lara. I due si incontrano alla biblioteca di Jurjatin e Lara lo porta a casa sua, dove vive con la figlioletta. L’amore li travolge e iniziano a frequentarsi assiduamente. Tuttavia, Jurij è tormentato dai sensi di colpa, perché sente di volere ancora bene a Tonja, nuovamente incinta.

Il conflitto interiore di Živago viene risolto dai partigiani rossi, il cosiddetto esercito dei boschi, che lo arruolano in qualità di medico, contro la sua volontà, obbligandolo a seguirli senza poter più ritornare a casa. Dopo circa due anni, a guerra ormai finita, Živago riesce a fuggire.

Tornato a Jurjatin, ritrova Lara e scopre che la moglie e il figlio sono stati espulsi dall’Unione Sovietica e si sono trasferiti a Parigi. Vivrà allora con Lara il periodo più felice della sua vita, in cui rinascerà la sua vena letteraria. Tuttavia, tornerà presto la dura realtà e avrà il volto di Komarovskij, un equivoco individuo che in passato aveva abusato di Lara, costringendola a diventare la sua amante. Li avverte del grave pericolo che stanno correndo: Živago come disertore e Lara come moglie di Pavel Antipov, ora conosciuto come Strel’nikov e accusato di tradimento. I due si spostano allora a Varykino, nella vecchia casa in cui Jurij viveva con Tonja. A breve vengono nuovamente raggiunti da Komarovskij, che si offre di portare Lara in salvo in oriente. Jurij finge di partire con loro, ma li lascia andar via per il bene della donna. Rimane da solo, ma dopo qualche giorno viene raggiunto da Strel’nikov, che avrebbe voluto rivedere la moglie e la figlia. Passano la notte a parlare, ma la mattina dopo Jurij lo trova morto, suicida.

Geraldine Chaplin e Omar Sharif in un’immagine di scena.

Živago torna a Mosca e vive in una condizione di indigenza, nonostante il suo nome sia famoso negli ambienti letterari, ma non gradito al partito. Vorrebbe raggiungere la famiglia a Parigi, ma è un’impresa impossibile. Ha una nuova compagna, Marina, con la quale ha due figlie. Dopo alcuni anni, Živago ritrova il suo fratellastro, Evgraf, che aveva fatto carriera nell’Armata Rossa, il quale lo aiuta economicamente e si attiva per farlo lavorare in un ospedale, ma Živago, dopo pochi mesi, muore a causa di un infarto. Ai funerali partecipa Lara, da poco tornata a Mosca e che abitava, senza saperlo, nelle vicinanze dell’abitazione di Jurij, di cui era sempre innamorata.

Lara ed Evgraf decidono di raccogliere e far pubblicare gli scritti di Živago, ma “Un giorno Larisa Fëdorovna uscì di casa e non tornò più. Evidentemente fu arrestata per strada. E morì o scomparve chissà dove, numero senza nome di qualche irrintracciabile elenco, in uno degli innumerevoli campi di concentramento comuni, o femminili, del nord”.

L’epilogo del libro si sposta a vent’anni dopo, durante la seconda guerra mondiale, quando Dudorov e Gordon, due cari amici di Živago, diventati ufficiali dell’esercito, incontrano la lavandaia Tanja che racconta loro la sua triste storia, dalla quale i due capiscono trattarsi della figlia nata dalla relazione tra Jurij e Lara.

“Io non amo la gente perfetta, quelli che non sono mai caduti, non hanno inciampato. La loro è una virtù spenta, di poco valore. A loro non si è svelata la bellezza della vita”

La Recensione

Julie Christie che interpreta Lara

In questo libro, Pasternak critica la Russia degli zar, ma anche la successiva amministrazione dei bolscevichi, la sua posizione non è quindi né di destra né di sinistra, ma solo a favore del popolo russo, e questo piace tanto a chi non ama alcun tipo di integralismo. Jurij Živago riconosce i valori della rivoluzione, ma non ne condivide la gestione. A suo parere, il popolo aveva bisogno di un profondo cambiamento, di una differente ed equa distribuzione della ricchezza, ma non di transitare da una dittatura a un’altra. Questo è il messaggio insito nel romanzo che tanto disturbò il governo dell’epoca.

Questo romanzo storico, che copre un arco di tempo che va dall’inizio del ‘900 al 1930, è la storia della vita di un uomo in un’epoca difficile ma storicamente cruciale. Živago convive con due grandi amori, Tonja e Lara, ma gli eventi lo metteranno di fronte a scelte obbligate e alla fine le perderà entrambe. Medico, poeta, soldato senza entusiasmo, sequestrato da una banda di partigiani rossi, perde la propria famiglia, poi anche la sua amante, e muore prima dei quarant’anni, a causa della dura esistenza che ha condotto.

Questo non è il romanzo di un reazionario, ma di un uomo innamorato della sua terra e del suo popolo, che rifiuta le miserie del suo tempo e non distribuisce ottimismo per ingraziarsi il potere. Nel finale del libro, Jurij sceglie di non partire con Komarovskij per porsi in salvo in oriente e in tal modo rinuncia anche a Lara, ma non alla propria terra. Allo stesso modo, Pasternak rinuncia al Nobel, agli onori e ai lauti guadagni, ma non alla sua amata Russia.

“Il Dottor Živago è uno di quei libri che possono dar tempo al tempo” Eugenio Montale

Conclusione

Giangiacomo Feltrinelli. Fonte: corriere.it

Il Dottor Živago è stato un romanzo dalle due facce: quella sentimentale, molto amata dai lettori, e quella politica, che ha accesso polemiche e creato seri problemi non solo all’autore ma anche all’editore. Giangiacomo Feltrinelli entrò in possesso del romanzo di Pasternak durante un viaggio di lavoro a Berlino. Era il 1956 e non ebbe dubbi sul grande valore del manoscritto. Come già detto, Pasternak dovette rinunciare al Premio Nobel dietro le forti pressioni e minacce delle autorità sovietiche, ma anche il Partito Comunista Italiano portò avanti una campagna diffamatoria nei confronti del libro, al fine di dissuadere l’editore dalla sua pubblicazione. Tuttavia, vista la determinazione di Feltrinelli nella sua scelta editoriale, decise di ritirargli la tessera d’appartenenza.

Nonostante i tentativi dei sovietici, il successo del romanzo fu planetario e l’uscita, nel 1965, del bellissimo film prodotto da Carlo Ponti, pluripremiato con 5 premi Oscar (10 nominations), 5 Golden Globe, 3 David di Donatello, nonché il mitico Lara’s Theme di Maurice Jarre, ne consolidarono il mito e non ci fu Partito che potesse fermare il messaggio del suo autore.

Geraldine Chapline Omar Sharif nel ruolo di Tonja e Jurij

La cultura deve essere libera e questo dà fastidio a tutti i governi non democratici. Pensiamo a Oscar Wilde, Salman Rushdie, Aleksandr Solženicyn, Chico Buarque, ecc. Non importa se il governo sia di destra, di sinistra o retto da integralismo religioso, il grande pericolo è il potere, l’onnipotenza del comando, una droga che corrode la mente e distrugge la libertà. Secondo il PEN International (associazione internazionale non governativa di scrittori), sono oltre 900 gli scrittori imprigionati, torturati, uccisi o anche semplicemente minacciati a causa della loro professione.

La vicenda di Boris Pasternak è l’esempio di come la verità alla fine prevalga su ogni forma di prevaricazione ed è emblematico che ad aver combattuto per lui sia stato un uomo notoriamente di sinistra, in contrasto con il suo stesso partito. La libertà di espressione dovrebbe essere l’unica ricchezza equamente condivisa da tutti gli uomini, eppure anche quella appartiene a pochi.

“Non condivido le tue idee, ma mi batterò fino alla morte affinché tu possa esprimerle” Voltaire

 

Se questo articolo ti è piaciuto, ti invito a iscriverti alla mia newsletter, in tal modo conoscerai tutte le novità del mio blog. Grazie!

Autore

Silvio Coppola

Silvio Coppola è nato a Salerno. Musicista, scrittore, giornalista e conduttore radiofonico. È stato redattore per riviste specializzate di computer music, ha suonato nei migliori locali della Campania, ha collaborato con il grande drummer napoletano Tullio De Piscopo, nel 2020 ha pubblicato il suo primo romanzo fantasy per La Ruota Edizioni.