Una sorta di diario tenuto dal protagonista, appena uscito da una clinica psichiatrica, che ha smarrito i ricordi da un certo punto in avanti della sua vita. Eppure, nonostante la sua vita sia così complicata, riesce sempre a vedere il lato positivo delle cose ed è commovente come riesca a trovare in ogni episodio negativo un segno della propria rinascita. Un romanzo tenero e divertente che fa riflettere.

La trama

Pat Peoples è appena uscito da una clinica psichiatrica, dove era stato ricoverato in seguito a un episodio di violenza. Lui crede di aver trascorso solo pochi mesi in quello che chiama “il postaccio”, ma in realtà è rimasto in cura per ben quattro anni. Tornato a casa dei genitori, grazie soprattutto alla madre, intende recuperare ad ogni costo il rapporto con la moglie Nikki. I suoi evitano di nominarla e la madre ha fatto sparire tutte le foto e i video del suo matrimonio, nella speranza che lui possa dimenticarla. Nel periodo del ricovero, Pat è diventato un maniaco dell’allenamento fisico, anche perché vuol dimostrare a Nikki di essere un altro sotto tutti i punti di vista. Ha raggiunto un suo equilibrio mentale, basato sull’autocontrollo, sulla fede e su una visione positiva della vita, perché è convinto che il suo sarà un lieto fine e tutto tornerà come prima, soprattutto il suo rapporto con la moglie. Vuole diventare una persona più colta, perché Nikki è insegnante di letteratura inglese, e inizia a leggere tutti i libri che la moglie consigliava ai suoi studenti.

La madre e il fratello gli sono molto vicini, ma il rapporto con il padre resta difficile, perché non crede nel pieno recupero del figlio e non gli rivolge mai la parola. Quello che accomuna i maschi di casa è solo la passione per il football. Intanto, una donna entra nella vita di Pat, Tiffany, anche lei con un passato difficile e con problemi di stabilità emotiva. Tiffany sarà l’unica che gli dirà la verità sulla fine della sua storia d’amore con Nikki, mandandolo però nuovamente crisi. La conclusione sarà quella sperata dal lettore, perché c’è sempre il sole dietro le nuvole.

“Mi sto esercitando ad essere gentile, invece che ad aver ragione”. Pat People

La recensione

Questo è il romanzo d’esordio di Matthew Quick, pubblicato nel 2008 con il titolo originale L’orlo argenteo delle nuvole (The Silver Linings Playbook), poi diventato Il lato positivo, come conseguenza del grande successo dell’omonimo film di David O. Russell, con Bradley Cooper e Jennifer Lawrence, che ebbe anche otto nomination agli Oscar 2013.

Quick ha pubblicato altri romanzi dopo questo, ma nessuno ha raggiunto lo stesso successo di pubblico. Un esordio roboante può a volte condizionare la naturale evoluzione di una carriera artistica, magari perché le aspettative diventano troppo esigenti. Ma ora parliamo di questo romanzo, che mi ha assolutamente conquistato.

La narrazione è in prima persona, con un linguaggio molto semplice e immediato, che lo rende assolutamente realistico. Il protagonista appartiene a una famiglia di estrazione operaia di Philadelphia ed è affetto da un disturbo bipolare. Il padre è una persona difficile, con cui è quasi impossibile comunicare, e il cui umore dipende dai risultati della squadra di football per cui tifa. La madre è insoddisfatta e infelice a causa della sua vita matrimoniale. La sua nuova migliore amica è rimasta traumatizzata dalla morte violenta del marito e, come lui, è in terapia. Insomma, è un quadro complicato, che preluderebbe a un romanzo drammatico e angoscioso, invece l’intelligenza dell’autore ci invita al sorriso e all’ottimismo, spiegando però quanto possa essere difficile la convivenza con una persona affetta da bipolarismo.

È facile dunque comprendere il motivo di questo enorme successo. Il disagio si può comunicare in tanti modi, non solo attraverso la tragedia, la violenza, il degrado, la follia omicida, ma anche con la dolcezza e la speranza.

“…e parliamo della mia passione per le nuvole e di come quasi tutti perdano la capacità di vederle, malgrado siano sopra di noi tutti i giorni, e di capire che dietro le nuvole splende sempre il sole”. Pat People

Conclusione

Il logo dei Philadelphia Eagles

Durante la lettura del romanzo, mi sono ritrovato a fare il tifo per i Philadelphia Eagles, anche se di football americano non sono un appassionato. La passione sportiva di Pat e dei suoi amici diventa un aspetto rilevante dell’intera storia, tanto da coinvolgere totalmente il lettore. Pat vede la sua vita come un film, ma di quelli a lieto fine, per questo non accetta qualsiasi storia che finisca in tragedia. Per lui c’è una sola conclusione possibile: quella che prevede un happy endings.

Vedere sempre il lato positivo delle cose sarebbe un’ottima terapia per tutti, specie per la società nervosa, frettolosa e insoddisfatta in cui viviamo. Pat Peoples riesce sempre ad avere un approccio attendista e mai catastrofico nei confronti dei problemi della vita e la sua fiducia nel lieto fine è disarmante. Ma per iniziare una nuova vita, Pat dovrà affrontare la verità e rinunciare al suo sogno impossibile. Può farlo e lo farà, scorgendo il sole attraverso l’orlo argenteo delle nuvole. Tutti noi dovremmo prendere esempio da Pat.

Autore

Silvio Coppola

Silvio Coppola è nato a Salerno. Musicista, scrittore, giornalista e conduttore radiofonico. È stato redattore per riviste specializzate di computer music, ha suonato nei migliori locali e piano bar della Campania, ha collaborato con il grande drummer napoletano Tullio De Piscopo, con cui ha composto due canzoni.