La quarta stagione di The Crown è finora la più esplosiva dell’intera serie. Lady D è una figura che ancora oggi coinvolge emotivamente il pubblico e l’inevitabile conseguenza è la reiterata sconfitta mediatica di Carlo e Camilla, mentre lascia perplessi il triste distacco della famiglia reale davanti ai seri problemi della giovane principessa.

The Crown è la serie TV anglo-americana trasmessa da Netflix che narra la storia della vita di Elisabetta II e della famiglia reale britannica. La serie, creata e scritta da Peter Morgan, è una delle più seguite e apprezzate degli ultimi anni, mettendo d’accordo critica e pubblico, e vanta sinora tre Golden Globe e otto Emmy Awards. Non credo di temere spoiler di alcun tipo continuando nella lettura, perché questa è storia recente e se qualcuno davvero non sa come va a finire vuol dire che dovrà rivedere la sua conoscenza del ventesimo secolo.

Come nasce The Crown

Peter Morgan ebbe l’idea della serie dopo aver prodotto lo spettacolo teatrale The Audience, che narrava degli incontri settimanali tra la R

La Regina (Olivia Colman) e il principe Filippo (Tobias Menzies) © Alex Bailey

egina Elisabetta e il Primo Ministro nel corso del suo regno. Si rese poi conto della vastità del materiale di cui disponeva e pensò bene di realizzare una serie televisiva sulla vita della Regina dal 1947 ad oggi. Nel novembre 2014 Netflix diede ufficialmente il via alla serie, che è la più costosa di sempre, con un budget di 130 milioni di dollari a stagione. Nel gennaio 2020, Morgan ha dichiarato che la narrazione sarebbe terminata alla quinta stagione, ma a luglio 2020 Netflix ha annunciato che ci sarebbe stata anche una sesta stagione come originariamente previsto. Morgan ha concordato, dicendo che così avrebbero potuto trattare gli argomenti in modo più dettagliato.

Diana irrompe nella quarta stagione

Se nelle prime tre stagioni tutto era filato liscio e il pubblico aveva seguito con crescente interesse l’algida storia d’amore tra Filippo ed Elisabetta, la vita tormentata della principessa Margaret, le vicende politiche dei primi trent’anni di regno, era prevedibile che l’entrata in scena di Lady Diana Spencer avrebbe riacceso gli animi dei sudditi britannici e dei suoi tanti ammiratori sparsi nel mondo, che non l’hanno mai dimenticata.

Il racconto conferma cose che già sapevamo, come il dubbio amore di Carlo per la moglie, la sua eterna tresca con Camilla, la bulimia di Diana, i suoi amanti segreti, la gelosia della corte per la giovane principessa, l’atteggiamento asettico e quasi infastidito della Regina verso il matrimonio del figlio. A tutto ciò si sono aggiunti ulteriori particolari forse meno noti, ma ancora più imbarazzanti, come la triste vicenda delle cugine della Regina, chiuse per anni in un manicomio, o il disprezzo che Carlo manifestava continuamente a Diana e il sistematico coinvolgimento di Camilla nel loro matrimonio.

La sofferenza di una ragazza lasciata sola davanti a responsabilità imporranti e il ricordo della sua tragica fine, che resterà uno dei grandi misteri del ventesimo secolo, hanno riacceso l’astio della gente verso Carlo e Camilla, che probabilmente nessun britannico amerebbe avere come Re e Regina. Da aggiungere un certo fastidio verso l’immobilismo della Regina e della famiglia reale, che già avevano condizionato negativamente la vita di Margaret, altra figura infelice in nome della monarchia.

È dunque ovvio che Elisabetta e la sua corte non approvino questa nuova stagione della serie, a pres

La Principessa Diana sui gradini della sua casa a Highgrove, nel Gloucestershire © Tim Graham/Getty Images

cindere dalla sua aderenza alla verità. La famiglia reale non ne esce benissimo e l’istituzione della monarchia, ormai obsoleta seppur ancora affascinante, rischia il suo futuro.

La regola che vige a corte è la soppressione di ogni emozione. È emblematica la scena in cui una disperata Diana chiede alla suocera di abbracciarla, ma Elisabetta si mostra incapace di un tale significativo gesto. La Principessa Margaret perde il titolo di Senior Royal, l’unico incarico che le era stato affidato, quando Edoardo compie ventuno anni. Chiede aiuto alla sorella, vuole sentirsi utile, ma Elisabetta anche in quel caso non muove nulla che non sia già scritto dalle regole. Probabilmente, a Buckingham Palace nel destino delle principesse c’è l’infelicità.

Helena Bonham Carter interpreta la principessa Margaret © Ian Gavan/Getty Images Entertainment/Getty Images

Sono veritiere le rivelazioni di questa quarta stagione?

Sono molti i fatti privati che Peter Morgan ha rivelato in questa quarta serie, relativi alla relazione tra Carlo e Camilla, alle evasioni extraconiugali di Lady D., all’atteggiamento passivo tenuto dalla Regina e dalla famiglia reale rispetto al sofferto matrimonio dell’erede al trono, alla gelosia che provocava a corte l’amore incondizionato del popolo verso la giovane principessa. Non tutto è riscontrabile, ovviamente, e alcuni fatti sono stati romanzati per dare maggiore spettacolarità alla storia.

Camilla Parker Bowles (Emerald Fennel) e Diana (Emma Corrin) © Des Willie

Iniziando dai rapporti tra la moglie e l’amante del futuro Re, in principio, Diana credeva davvero che Camilla fosse solo un’amica di Carlo ed è credibile la circostanza secondo cui le due si siano incontrate da sole. Infatti, nel libro di memorie di Lady D., In her own words, scritto da Andrew Morton, si parla di un incontro tra le due donne, prima del matrimonio reale, avvenuto in un locale dal nome profetico: Menage a trois. Di certo non si sa cosa le due si siano dette.

Un altro fatto reale è emerso quando sono state pubblicate le intercettazioni con le conversazioni tra Carlo e Camilla, in cui è venuto fuori che veramente i due si chiamavano affettuosamente Fred e Gladys. I soprannomi provengono da un vecchio show radiofonico comico, The Goon Show, i cui protagonisti si chiamavano Fred e Gladys.

Un’altra circostanza facilmente accertabile è quella secondo cui Diana ballò Uptown Girl a teatro. È vero, andò proprio così, era il dicembre 1985 e ci sono le foto a confermarlo. Pare che effettivamente questa cosa abbia disturbato il principe Carlo.

Lady Diana balla a teatro sulle note di Uptown Girl © British Photo Archive

Purtroppo, è vera anche la storia delle cugine della Regina chiuse in manicomio. Si chiamavano Nerissa e Katherine Bowes Lyon e sono state tenute nascoste all’opinione pubblica per parecchio tempo. Va detto che Elisabetta e Margaret erano all’oscuro di questa vicenda, conosciuta e celata invece dalla regina madre, la quale spiega a Margaret quanto sia difficile conservare nel popolo l’idea che trono e corona spettino a una sola famiglia, che deve dunque apparire perfetta agli occhi dell’opinione pubblica.

Per quanto riguarda il problema legato alla bulimia di cui avrebbe sofferto Diana, è stata la stessa principessa a confermarlo, in un’intervista nel novembre 1995: «Era un sintomo di quello che stava succedendo nel mio matrimonio. Stavo chiedendo aiuto, ma davo segnali sbagliati e le persone usavano la mia bulimia contro di me. Hanno deciso che io ero il problema: Diana era instabile».

Interpretazioni magistrali

Il premio Oscar Olivia Colman ancora una volta è perfetta nel ruolo di Elisabetta. Riesce a dosare le non emozioni regali con momenti di accennata simpatia e bonarietà. Non tradisce mai emozioni né il minimo coinvolgimento emotivo per le tristezze che albergano nella sua famiglia. Stupendi gli incontri con il primo ministro Margaret Thatcher, interpretata magistralmente da Gillian Anderson, che trasforma la postura e la dizione, rendendo l’idea del conflitto tra una donna che ha dovuto lottare per diventare primo ministro e l’altra che il trono lo ha ereditato.

Gillian Anderson nel ruolo di Margaret Thatcher © Netflix

La vera scoperta è stata però Emma Corrin, giovane attrice inglese che ha ridato vita a Diana con i sorrisi, gli sguardi, le espressioni. A volte sembra che ci sia davvero Lady D dall’altra parte dello schermo. Tutti gli spettatori si sono innamorati di lei, evidentemente la figura di Diana conquista sempre e comunque tutti, tranne i Windsor.

Conclusione

Secondo The Telegraph, The Crown è stata “la migliore soap opera della TV”, con una valutazione di 5/5. Per la quarta stagione, Rotten Tomatoes riporta il 97% di recensioni positive e sottolinea “l’imponente interpretazione di Gillian Anderson come The Iron Lady e l’incarnazione della nuova arrivata Emma Corrin di una giovane principessa Diana”. Tuttavia, ci sono state anche forti critiche a quest’ultima stagione, considerata “imprecisa” e “antimonarchica”. La biografa reale Sally Bedell Smith ha criticato le inesattezze e la rappresentazione negativa della famiglia reale, affermando: “Poiché The Crown è una produzione così sontuosa e costosa, così ben recitata e scritta… gli spettatori sono indotti a credere che ciò che stanno vedendo sia realmente accaduto… mentre le stagioni precedenti erano pezzi d’epoca, questa è storia recente, quindi sembra più crudele nelle sue false raffigurazioni”. Il segretario alla cultura britannico, Oliver Dowden, ha suggerito che la serie dovrebbe avere un avviso di finzione all’inizio come avvertenza.

È ovvio che la famiglia reale non ha affatto gradito questa quarta stagione, in cui viene fuori l’anima fredda della Regina, l’egoismo del futuro Re e l’indifferenza dell’intera famiglia. Le figure di Margaret e Diana appaiono le più deboli e sarà proprio la prima a prevedere il futuro disagio della seconda. Ovviamente, non sappiamo quali siano stati i veri sentimenti dei protagonisti di questa storia e fino a che punto la serie sia attendibile, ma la storia dice che Lady D andò incontro a un destino forse già scritto e anche per questo il popolo la ama, ancora adesso, e questa è stata ed è la sua forza.

Autore

Silvio Coppola

Silvio Coppola è nato a Salerno. Musicista, scrittore, giornalista e conduttore radiofonico. È stato redattore per riviste specializzate di computer music, ha suonato nei migliori locali e piano bar della Campania, ha collaborato con il grande drummer napoletano Tullio De Piscopo, con cui ha composto due canzoni.