Nel 1964, il colpo di stato dei militari infrange il sogno della notte carioca. La bossa nova perde la sua leggerezza e i testi delle canzoni non parlano più d’amore ma di libertà. Molti artisti devono fuggire all’estero. L’Italia è una delle mete preferite. Entra in scena la seconda generazione della bossa nova, contaminata non più solo dal jazz nordamericano, ma ora anche dal beat e dal rock, e ogni forma di espressione musicale si riconduce alla sigla MPB, acronimo di Musica Popular Brasileira.

La bossa nova si evolveva e da essa sbocciava la Musica Popular Brasileira, un concetto più ampio e realistico della caleidoscopica esperienza musicale del Brasile. Non più solo jazz & samba, ma anche il folk delle campagne, il beat dei gruppi giovani e tutta la musica nordestina, veniva accomunata sotto quell’unica definizione. Va detto, che oggi si tende a distinguere, la bossa nova è un genere ben preciso, tutto il resto è MPB.

Il Brasile non era più un paese libero

Nel 1961, il presidente del Brasile, Jango Goulart, cercava di riavviare i rapporti con l’Est europeo. Il paese, colpito da una forte crisi economica, si spaccò in due: da un lato, i riformatori che condannavano l’imperialismo e ambivano a uno stato sociale; dall’altro, i conservatori che aspiravano solo al mantenimento del potere. Fu in questo contesto che la bossa nova virò verso la politica.

Il 31 Marzo 1964 le truppe del I Esercito marciarono su Rio de Janeiro, i militari destituirono Goulart e instaurarono nel paese un regime oppressivo. I generali assicurarono che sarebbero rimasti solo un anno, ma governar

ono fino al 1985. Gli uomini di cultura e gli artisti manifestarono pubblicamente, ma pacificamente, il proprio dissenso contro il generale Humberto Castelo Branco, subentrato a Goulart. Intanto, nascevano associazioni terroristiche di destra, come il MAC (Movimento Anti Comunista) e il CCC (Comando di Caccia ai Comunisti), i cui affiliati nel 1968 irruppero in un teatro di San Paolo, dov’era in scena uno spettacolo di Chico Buarque, Roda viva, e picchiarono attori, musicisti, tecnici e spettatori.

Il 13 dicembre 1968, di fronte alla crescita dei movimenti di protesta, il Generale e Presidente Arthur da Costa e Silva, succeduto a Castelo Branco, sciolse il Congresso e decretò l’Ato Institucional n.5, con cui chiuse il Parlamento. Con quell’atto i militari avevano la facoltà di arrestare, torturare, esiliare e uccidere senza processo e senza valide motivazioni. La censura iniziò a controllare ogni forma d’arte, e in particolare la musica, considerata particolarmente pericolosa. Il Brasile non era più un paese libero.

Ato Institucional n.5. Fonte: Arquivo Nacional

Musica Popular Brasileira

In un momento così difficile per il paese, l’unica valvola di sfogo fu quella dei festival, dove il pubblico si appassionava e gli artisti potevano esprimersi.

Elis Regina. Fonte: Archive Elis Regina

Il primo raduno importante fu nel 1965 a Guarujá, nello Stato di San Paolo. Nella kermesse non si celebravano solo samba e bossa nova, ma ogni forma musicale che rappresentasse il popolo brasiliano, specialmente il mondo dei giovani, che sono i primi a soffrire della mancata libertà di espressione.

Quella gamma variegata di musiche e di stili fu accomunata sotto la generica definizione di Musica Popular Brasileira e del suo acronimo: MPB. Folk, blues, reggae, jazz, pop e, ovviamente, samba e bossa nova, tutto ormai era MPB. Quel primo, storico festival di Guarujá, trasmesso e organizzato dalla TV Excelsior nel 1965, fu vinto dal brano Arrastão, scritto da Edu Lobo e Vinicius de Moraes, e cantato da una giovanissima Elis Regina, che da quel momento sarebbe diventata la cantante più amata dai brasiliani.

Grazie a lei, la bossa nova cambiava volto e da intimista si faceva un po’ più sfacciata. Elis aveva solo vent’anni, ma già personalità da vendere. Purtroppo, nel 1982, nel pieno della sua crescita artistica, fu stroncata da un’overdose di cocaina (così riportano molte cronache). Il Brasile non l’ha mai dimenticata.

Arrastão di Elis Regina, la canzone vincitrice del Primo Festival di MPB. Fonte: Repro-dução

La protesta raffinata di Chico Buarque de Hollanda

La vittoria del secondo Festival di MPB andò ex aequo a Gerardo Vandré e a Chico Buarque de Hollanda, artista dalla vena malinconica e, soprattutto, destinato a diventare uno dei più grandi parolieri brasiliani. Profondo osservatore della vita quotidiana, sa miscelare il sogno e la realtà, l’illusione e la disillusione. Di lui si dice che è “figlio della storia”, perché il padre Sergio è stato uno dei più grandi storici del Brasile, e “nipote della lingua”, perché lo zio Alberto è stato uno degli autori del dizionario della lingua brasiliana. Una famiglia che con le parole ci sapeva fare. Gerardo Vandré, invece, fu travolto dalla persecuzione militare, a causa dell’estrema politicizzazione delle sue canzoni.

Un giovanissimo Chico Buarque de Hollanda negli anni 60. Fonte: Facebook di Chico Buarque

Nei primi anni di carriera, quando ormai tutto era inevitabilmente politicizzato, la musica di Chico pareva viaggiare verso lidi più sereni e rassicuranti. Chico era il marito ideale, l’amico sincero, il ragazzo che tutti avrebbero voluto incontrare nella propria vita. Eppure, la sua critica sociale era così sottile e raffinata che sfuggiva anche all’esame attento della censura, forse non altrettanto raffinata e sottile. I suoi testi ebbero però una nuova rilettura all’indomani del violento attacco perpetrato dai militanti del CCC nel teatro in cui andava in scena il suo spettacolo, Roda viva. Furono picchiati dodici attori, tra cui la moglie di Chico, Marieta Severo, e fu distrutto l’intero teatro. Fu allora che gli intellettuali oppositori del regime compresero che esisteva anche una forma non aggressiva di protesta. L’intelligenza e la classe di Chico mostravano a tutti una strada diversa, quella delle parole e della cultura, un territorio minato per i militari avvezzi alla durezza della guerra. Ma ormai anche loro avevano compreso il messaggio sociale insito nell’opera di Chico Buarque.

Apesar de você

Apesar de você è un samba scritto da Chico Buarque e uscito nel 1970. Inizialmente, passò stranamente inosservato al vaglio della censura, che ne approvò “ingenuamente” la diffusione.

Fu l’enorme successo del disco, che vendette centomila copie in pochi giorni, a richiamare l’attenzione dei censori. Qualcuno fece notare ai militari che la frase Apesar de você, amanhã há de ser outro dia (Nonostante te, domani sarà un altro giorno), come tutto il resto del testo, forse si riferiva al regime dittatoriale e non a una donna. Il caso esplose nel febbraio 1971, quando il giornalista Sebastião Nery, della Tribuna da Imprensa, scrisse che suo figlio e i suoi amici cantavano Apesar de você come se fosse l’inno nazionale. Apriti cielo! Il censore che aveva approvato la canzone fu punito, mentre la polizia si catapultò nella filiale della Philips, la casa discografica che aveva prodotto e pubblicato il singolo, sequestrando e distruggendo tutte le copie del disco ancora in magazzino. Ma la forza fisica molto spesso è poco intelligente e i mastini del regime non pensarono che forse avrebbero dovuto distruggere anche il master originale della registrazione. Non lo fecero e noi oggi abbiamo il piacere di ascoltare ancora quel samba, così pungente, nella versione originale.

La forza di una canzone

Clara Nunes. Fonte: pagina Facebook Clara Nunes Mestiça

Nel corso di un interrogatorio fu chiesto a Chico Buarque chi fosse il você (in italiano, tu o te) del testo. Lui rispose, candidamente: “È una donna molto autoritaria”. Quella volta i censori non caddero nel tranello e da quel momento le sue canzoni andarono sotto la lente di ingrandimento e i suoi testi furono spesso rifiutati con le motivazioni più assurde. Chico non si perse d’animo e firmò alcune canzoni con gli pseudonimi di Julinho da Adelaide e Leonel Paiva. Quando il trucco fu svelato, la censura pretese che ogni testo presentato avrebbe dovuto essere accompagnato dalla carta d’identità dell’autore. Clara Nunes, intanto, una delle più grandi interpreti di samba, reincise Apesar de você nel 1971, e questo, ovviamente, creò anche a lei problemi con la censura. Il suo avvocato, tuttavia, riuscì a dimostrare che l’interpretazione della sua assistita non aveva intenzioni politiche. Per porre fine all’incomprensione e farsi “perdonare”, la cantante accettò di registrare l’Inno delle Olimpiadi dell’Esercito, con l’accordo che l’avrebbe cantato anche alla cerimonia di apertura dei giochi militari, svoltisi poi a Belo Horizonte nel 1971. Il Governo, quindi, decise di soprassedere, dando per buone le motivazioni del legale, pur di legare la sua immagine a quella di un’artista molto amata dal popolo.

Apesar de você

Hoje você é quem manda
falou, tá falado
não tem discussão…
Quando chegar o momento,
esse meu sofrimento
vou cobrar com juros, juro…

Você vai pagar e é dobrado
cada lágrima rolada
nesse meu penar.

Apesar de você
amanhã há de ser
outro dia.


Malgrado te

Oggi sei tu che comandi,
la tua parola è un ordine,
non c’è discussione…
Quando arriverà il momento
tutta questa mia pena
me la pagherai con gli interessi, lo giuro…
Pagherai a prezzo doppio
ogni lacrima versata
in questo mio penare.

Malgrado te
domani sarà
un altro giorno.


Conclusione

Dopo l’Ato Institucional n.5, la censura era diventata asfissiante e la situazione per gli artisti sempre più pericolosa. La canzone d’autore era, come è sempre stata, politicizzata, e la bossa nova è musica d’autore. Molti artisti furono invitati ad abbandonare il paese, mentre altri, come Chico Buarque, decisero di autoesiliarsi. Iniziò la fuga verso l’Europa, meglio soffrire di saudade che finire in una cella, o peggio, sparire nel nulla. L’Italia, la Francia e l’Inghilterra furono le mete scelte dai fuoriusciti brasiliani. Se tutto questo fu da un lato molto triste, dall’altro legò ancor più il vecchio continente alla cultura brasiliana. La bossa nova era ormai la musica di tutti, e da allora l’Europa non l’ha più abbandonata.

La storia non finisce qui, c’è ancora tanto da raccontare, e noi ci proveremo.

Discografia consigliata

Construção di Chico Buarque, Phonogram/Philips, 1971

La rivista Rolling Stones lo considera il terzo miglior album di musica brasiliana di tutti i tempi, mentre la canzone del titolo la più bella di sempre. Queste classifiche sono sempre soggettive e opinabili, sicuramente è un disco bello e importante. Il brano Construção è stato scritto durante uno dei periodi più duri della dittatura, Chico era appena rientrato dall’Italia in cui si era rifugiato per evitare la persecuzione politica. In Samba de Orly, scritta con Toquinho e Vinicius, ricorda la saudade che provava durante il suo esilio romano, ma la canzone aveva subito l’attento vaglio della censura, che ne aveva imposto delle modifiche prima di dare il via libera alla pubblicazione. Minha História, invece, è la versione brasiliana di 4/3/1943 di Lucio Dalla.

La copertina del disco Construção

Elis & Tom di Elis Regina e Antonio Carlos Jobim, Philips Records, 1974

Considerato uno degli album più importanti della MPB, nacque dal desiderio di Elis Regina di mostrare il suo talento oltre i confini nazionali. Nonostante la dittatura militare, la Philips le concesse, per i dieci anni di carriera, di andare negli Stati Uniti per incidere un disco con il grande Tom Jobim. Il clima in studio non fu di massima serenità, a causa delle bizze della cantante, abituata a dominare la scena, che si scontrò con la personalità e il carisma del maestro. Da quell’incontro/scontro scaturì un capolavoro. L’album si apre con una delle canzoni più amate in Brasile, Águas de Março. Interpretazione sublime, con un finale entrato nel cuore di tutti gli amanti della bossa nova. Quattordici tracce per quattordici pietre preziose. Tra le altre, segnalo Triste, Chovendo na roseira e Fotografia.

La copertina del disco Elis & Tom

Fonti:
Antonio Carlos Jobim Una Biografia di Sérgio Cabral, Casa dei Libri Editore
Chega de saudade storia e storie della bossa nova di Ruy Castro, Angelica Editore
Il popolo del Samba di Gildo De Stefano, Rai Eri
La Storia della Musica Latino Americana di AA.VV., Hobby & Work
Musiche dal Mondo. Atlante sonoro della World Music di AA.VV., Fabbri Editori
Musica Brasiliana di Roberto Valentino e Raffaello Carabini, Editrice New Sounds srl
La musica bisestile. Giorno 271. Stan Getz & Astrud Gilberto di Paolo Fusi su www.glistatigenerali.com
diariodorio.com
Wikipedia

Autore

Silvio Coppola

Silvio Coppola è nato a Salerno. Musicista, scrittore, giornalista e conduttore radiofonico. È stato redattore per riviste specializzate di computer music, ha suonato nei migliori locali e piano bar della Campania, ha collaborato con il grande drummer napoletano Tullio De Piscopo, con cui ha composto due canzoni.