Questo film è, innanzi tutto, una dichiarazione d’amore di Woody Allen a Parigi. La sequenza di apertura è significativa in tal senso e ricorda l’ouverture di Manhattan. Ma se New York è senz’altro l’amore della sua vita, Parigi è il sogno mai veramente vissuto, la Festa mobile che alberga per sempre nel cuore dei visionari.

“Il passato non è affatto morto, anzi non è nemmeno passato!” Gil

La trama di Midnight in Paris

Gil Pender (Owen Wilson) è uno sceneggiatore di Hollywood di successo, che però aspira a una creatività di maggiore spessore letterario e a una vita meno banale e materialista. Va in vacanza a Parigi con la fidanzata Inez (Rachel McAdams) e gli insopportabili genitori di lei. Lui vorrebbe terminare il suo primo romanzo, ma la vita che lo circonda non aiuta la sua ispirazione. Inez, infatti, vorrebbe che lui proseguisse la carriera nel cinema, economicamente molto vantaggiosa. Incontrano per caso un amico della fidanzata, Paul (Michael Sheen), persona pedante e pseudo-intellettuale, con la moglie Carol. Il bagaglio culturale di Paul è carico di nozioni, ma povero di umanità. Gil lo detesta, mentre Inez lo ammira. Una sera, Gil decide di camminare un po’ da solo per le strade della città e tornare a piedi in albergo. Ed è qui che inizia il sogno di Gil. A mezzanotte, un’auto d’epoca gli si ferma accanto e qualcuno lo invita a salire. Lo portano a una festa organizzata per Jean Cocteau, piena di importanti personaggi della Parigi degli anni Venti. Ci sono Zelda e Francis Scott Fitzgerald (Tom Hiddleston), Ernest Hemingway, Salvador Dalì (Adrien Brody), Pablo Picasso e la sua amante, Adriana (Marion Cotillard). Hemingway si offre di presentarlo a Gertrude Stein (Kathy Bates), per farle leggere il suo romanzo. Gil, eccitatissimo, corre a prendere il manoscritto in albergo, ma scopre di essere tornato nel presente. Nelle notti successive, però, il sogno riprende. Passato e presente continuano ad alternarsi con il giorno e la notte e, mentre il legame di Gil con Parigi e la generazione perduta si fa sempre più forte, quello con Inez e il suo mondo materialista si sgretola sempre più. Alla fine, Gil capirà che il male di vivere si può curare anche nel presente e sceglierà di lasciare Inez e di restare a vivere a Parigi per terminare il suo romanzo. Suggestiva la scena finale, quando si allontana lungo la Senna, tenendo per mano la dolce Gabielle (Lea Seidoux) sotto la pioggia.

“Compito dell’artista non è di soccombere alla disperazione, ma di trovare un antidoto alla futilità dell’esistenza” Gertrude Stein a Gil

Il commento

Allen descrive il male di vivere del protagonista che, apparentemente, ha una vita di successo, ma che vorrebbe fuggire da tutto ciò che lo circonda e che gli procura una profonda insoddisfazione. Per questo motivo si rifugia in un passato che idealizza oltre misura. Eppure, alla fine dei suoi onirici viaggi comprende che forse la vita che vorrebbe può cercarla anche nel presente. Midnight in Paris è un film incentrato sulla nostalgia, pur riservando molte battute brillanti, alla maniera ironica di Allen. Il protagonista è un personaggio fuori dal suo tempo e questo gli impedisce, ovviamente, di vivere appieno il presente. Non si accorge, ad esempio, del tradimento della fidanzata. Vive idealmente in due epoche diverse e finisce per non essere presente né nell’una né nell’altra. Il momento clou del film è quando scopre che Adriana, la donna di cui s’innamora nel passato, prova un senso di insoddisfazione per quegli anni Venti che invece lui ha mitizzato. Lei vorrebbe vivere nella Belle Epoque. Gil comprende, allora, l’importanza di vivere il presente e di viverlo secondo le proprie aspirazioni. L’incontro con Gabrielle gli mostrerà che esiste anche un presente piacevole da poter vivere.

“Che Parigi esista e qualcuno scelga di vivere in un altro posto nel mondo sarà sempre un mistero per me!” Adriana a Gil

Conclusioni

Il film è liberamente ispirato al romanzo Festa Mobile di Ernest Hemingway (di cui parlo in un altro articolo del blog). Gli anni ’20 tanto agognati dal protagonista sono esattamente quelli vissuti e descritti dallo scrittore americano. I personaggi e le situazioni sono sovrapponibili e in entrambe le opere si respira un’atmosfera malinconica per una Parigi che non c’è più. Con questo film, Woody Allen affronta il tema della nostalgia e della fuga dalla realtà. La frase “i bei tempi andati” è una delle più abusate, specie dalle generazioni non più giovani. Eppure, a ben vedere, quei bei tempi andati spesso non erano poi così belli. Spesso, l’uomo tende a mitizzare quello che non c’è e non potrà più esserci e perde l’occasione per vivere quello che invece c’è, qui e ora. Questa è la più importante riflessione cui conduce questa splendida commedia di Woody Allen. Il passato si può solo ricordare e non più vivere, mentre il presente va afferrato al volo, prima che diventi anch’esso passato e venga poi ricordato come qualcosa che non è stato. Se vi è piaciuto Midnight in Paris, correte poi a leggere Festa Mobile di Ernest Hemingway, o viceversa. Fate voi.

“La nostalgia è negazione, negazione di un presente infelice. E il nome di questo falso pensiero è: sindrome epoca d’oro, cioè l’idea errata che un diverso periodo storico sia migliore di quello in cui viviamo. Vedete, è un difetto dell’immaginario romantico di certe persone che trovano difficile cavarsela nel presente” Paul

Qualche informazione tecnica

Midnight in Paris è una commedia del 2011 diretta da Woody Allen. Ha ricevuto 4 nomination ai premi Oscar 2012, tra cui miglior film e miglior regia, vincendo il premio per la migliore sceneggiatura originale. Il film venne presentato in anteprima al Festival di Cannes, nella sezione Fuori Concorso, e ottenne recensioni entusiastiche. In sala, è stato uno dei maggiori incassi nella filmografia del regista. Con un budget di 17 milioni di dollari, Midnight in Paris arrivò a guadagnarne 154 a livello mondiale.

Autore

Silvio Coppola

Silvio Coppola è nato a Salerno. Musicista, scrittore, giornalista e conduttore radiofonico. È stato redattore per riviste specializzate di computer music, ha suonato nei migliori locali e piano bar della Campania, ha collaborato con il grande drummer napoletano Tullio De Piscopo, con cui ha composto due canzoni.