In una lettera del 1950, Hemingway scriveva a un amico: “Se hai avuto la fortuna di vivere a Parigi da giovane, dopo, ovunque tu passi il resto della tua vita, essa ti accompagna perché Parigi è una festa mobile”. In seguito, scriverà ancora: “Ma questa era la Parigi dei bei tempi andati, quando eravamo molto poveri e molto felici”.

Il romanzo della generazione perduta

Festa Mobile è la dichiarazione d’amore di Hemingway a Parigi, ma è anche il romanzo della generazione perduta, quella dei giovani artisti, per lo più americani e reduci dalla Prima Guerra Mondiale, che negli anni ’20 vagavano per le strade di Parigi senza soldi ma pieni di sogni. Anni in cui i boulevard della ville lumière ospitavano molte delle personalità che avrebbero fatto la storia del Novecento. Festa mobile è dunque un libro di memorie, in cui si muovono personaggi incredibili, come Francis Scott Fitzgerald, Gertrude Stein o Ezra Pound. Personalmente, l’ho amato moltissimo e credo di averlo letto almeno quattro volte. È considerato un lavoro secondario dello scrittore, ma è sicuramente ricco del fascino dei suoi libri migliori.

Da Festa Mobile di Ernest Hemingway

“[Miss Stein] Aveva avuto non so che guaio con l’accensione della vecchia Ford Model T e il giovanotto che lavorava al garage e che aveva combattuto nell’ultimo anno di guerra non era stato capace… di riparare la Ford di Miss Stein. …era stato severamente richiamato dal patron del garage dopo il reclamo di Miss Stein. Il patron gli aveva detto: «Siete tutti una génération perdue».

«Ecco che cosa siete. Ecco che cosa siete tutti quanti» disse Miss Stein. «Tutti voi giovani che avete fatto la guerra. Siete una generazione perduta»

«Davvero?» dissi io.

«Sì» insistette lei. «Non avete rispetto per niente. Vi uccidete a forza di bere…»

«Quel giovane meccanico era ubriaco?» chiesi.

«Certo che no»

«E me mi ha mai visto ubriaco?»

«No. Ma i suoi amici si ubriacano»

«Anch’io mi sono ubriacato» dissi io. «Ma non vengo qui ubriaco»

«Certo che no. Non ho mai detto questo»

«Il patron di quel ragazzo probabilmente era già ubriaco alle undici di mattina» dissi. «Ecco perché trova delle frasi così belle»

«Non discuta con me, Hemingway» disse Miss Stein. «Non serve proprio a niente. Siete tutti una generazione perduta, esattamente come ha detto il gestore del garage».

La nuova edizione di Festa Mobile

Questo libro restò incompiuto, a causa della morte tragica e prematura dello scrittore, avvenuta nel 1961, e per questo motivo fu pubblicato postumo nel 1964. L’editing fu curato dalla sua quarta moglie, Mary Walsh, la quale dovette operare una scelta nel vasto materiale lasciato dal marito. Raccolse nel libro venti capitoli, scartandone altri otto. Le motivazioni di quella decisione non furono scevre da critiche, soprattutto nell’ambito della stessa famiglia dello scrittore. Dopo quarantacinque anni, Sean Hemingway, nipote del premio Nobel, ha curato la restaurazione filologica del testo, reintegrando i capitoli scartati e dando nuova vita all’opera del nonno. Eppure, qualcuno non ha colto la necessità di questa riedizione. Seán Hemingway, che oggi è curatore al Metropolitan Museum of Art di New York, non ha mai conosciuto il nonno, se non attraverso i suoi manoscritti originali. Nel 2004, ha accettato il progetto di restaurare il memoriale della sua vita a Parigi negli anni ’20. Ci ha lavorato per cinque anni. Nel corso di un’intervista rilasciata a oprah.com ha dichiarato che il progetto gli fu suggerito da suo zio Patrick, il quale sapeva che Mary Walsh aveva apportato alcune modifiche al manoscritto ed era curioso di sapere se c’era del materiale su sua madre, Pauline Pfeiffer, che a suo tempo era stato escluso dalla prima edizione. Mary Walsh aveva consegnato i manoscritti originali agli archivi nazionali, tenuti presso la John F. Kennedy Library di Boston. Fu dunque necessario che questi venissero copiati integralmente per consentire a Sean di lavorare sull’opera del nonno.

Cosa c’era di diverso tra la nuova edizione e quella del 1964?

Tecnicamente, era stato cambiato l’ordine di due capitoli, era stato creato un capitolo finale con pagine aggiuntive lasciate dallo scrittore e in molti capitoli era stato scelto di usare la prima persona invece della seconda, dando un senso diverso allo scritto rispetto all’intenzione dell’autore. Infatti, con la seconda persona è come se lo scrittore stesse parlando al lettore. Nonostante il notevole lavoro filologico di Sean, che richiese tempo e impegno, Aaron Edward Hotchner, amico e biografo di Hemingway, sostenne che lo scopo della riedizione fosse stato essenzialmente quello di dare maggior valore alla figura di Pauline Pfeiffer, madre di Patrick, piuttosto che arricchire un testo a suo parere già ben confezionato. Secondo Sean, invece, il nonno faticò molto a scrivere l’ultimo capitolo del materiale aggiuntivo, perché la sua salute stava peggiorando e perché cercò di parlare con sincerità della storia d’amore con Pauline e della difficile fine di quella storia.

Conclusioni

Non credo si possa decisamente consigliare l’una o l’altra edizione, la soluzione migliore sarebbe quella di leggerle entrambe. I bibliofili opterebbero per questa scelta. L’edizione del 1964, curata da Mary Walsh, è più fluida e godibile, maggiormente concentrata sugli anni parigini, mentre quella editata da Sean Hemingway è, probabilmente, più completa, ma anche sovraccarica di pagine che non appaiono indispensabili nell’economia del racconto. Alla fin fine, credo che la critica mossa da Aaron Edward Hotchner a questa nuova versione del romanzo nasca dalla profonda conoscenza dello scrittore e della sua opera. Qualunque sia la vostra scelta, dopo la lettura del romanzo, vi consiglio assolutamente la visione di Midnight in Paris, splendido film del 2011, diretto da Woody Allen e interpretato da Owen Wilson, liberamente ispirato a Festa Mobile. Se siete romantici, giuro che vi innamorerete sia del libro che del film.

Autore

Silvio Coppola

Silvio Coppola è nato a Salerno. Musicista, scrittore, giornalista e conduttore radiofonico. È stato redattore per riviste specializzate di computer music, ha suonato nei migliori locali e piano bar della Campania, ha collaborato con il grande drummer napoletano Tullio De Piscopo, con cui ha composto due canzoni.