Avengers: Endgame
Cinema / 1 Maggio 2019

Epico, commovente, ironico. Rabbia, amicizia, sacrificio. Un cast stellare. Musica solenne. Insomma, Avengers: Endgame è il grande cinema americano. Quello che sbalordisce, che fa sognare, che ci libera dalla quotidianità. Tutto ciò che molto, troppo spesso, manca nelle nostre sale. Perché il cinema è spettacolo. Non sto qui a parlare della trama (il web ne è pieno), né a rivelare (com’è brutta la parola spoilerare) il finale o altro, per rispetto di chi il film ancora non l’ha visto. Non sono proprio un fan del genere, per quanto lo apprezzi e lo guardi con piacere, ma questa sceneggiatura forse apre nuovi orizzonti. Non più solo supereroi invincibili, battaglie fantasmagoriche, con il cattivo di turno che vuole distruggere il mondo. Certo, c’è anche tutto questo, ma quello che mi ha colpito è stata la cura dei personaggi, la complessità dei rapporti interpersonali, il coinvolgimento emotivo delle vite private. Canoni assolutamente assenti nelle pellicole di genere. Delle tre ore di film, le battaglie e i duelli sono le parti cui è riservato lo spazio minore. La storia è complessa e coinvolgente, con molti dialoghi, ironia, sentimenti, e riflessioni esistenziali sul senso della vita. Non vorrei spaventare i fan della saga, questo capitolo finale…