The Beatles “Love me do”
Music / 30 Maggio 2019

Una delle prime canzoni dell’era beat. Un sound nuovo, che diede inizio a un cambiamento musicale, e forse anche culturale. Ciò che colpì il pubblico fu l’armonica blues di John, che trasmetteva tristezza in un brano gioioso e con un testo semplicissimo. Love me do  è stato uno dei primi brani scritti da Paul. Brano semplice e immediato, con un testo scarno, ma la cui singolarità sta in due elementi: la parola love ripetuta ben 21 volte e quasi tutte le altre composte da una sola sillaba. Provate a canticchiare il ritornello: Ah love me do, you know I love you. Visto? A parte la parola love, tutte le altre hanno una sola sillaba. Ciò dà ritmo alla canzone e ne facilita la cantabilità e la memorizzazione. Elemento importante per un gruppo esordiente. Un altro elemento nuovo per le canzoni d’amore dell’epoca fu quel gusto blues che pervadeva l’intero brano, sottolineato dall’armonica di John, che recava una nota malinconica nell’atmosfera sostanzialmente allegra della canzone. John suonò l’armonica in altri brani dei Beatles, Please please me, From me to you, Little child, I should have known better, I’m a loser. A insegnargli la tecnica per suonarla fu  un armonicista di Nashville, Delbert McClinton. John lo conobbe…

All you need is love dei Beatles
Music / 20 Maggio 2019

La storia e l’analisi della storica canzone dei Beatles. A ospitarmi è stato il Blog della Musica, che consiglio a tutti i musicofili, ma la penna è sempre la mia.

La pietra di luna di Wilkie Collins
Books / 19 Maggio 2019

La pietra di luna di Wilkie Collins, il primo poliziesco della storia? Per molti sì, per qualcuno no. Ripercorriamone la storia e l’influsso che ha avuto sulla letteratura di genere.

Avengers: Endgame
Cinema / 1 Maggio 2019

Epico, commovente, ironico. Rabbia, amicizia, sacrificio. Un cast stellare. Musica solenne. Insomma, Avengers: Endgame è il grande cinema americano. Quello che sbalordisce, che fa sognare, che ci libera dalla quotidianità. Tutto ciò che molto, troppo spesso, manca nelle nostre sale. Perché il cinema è spettacolo. Non sto qui a parlare della trama (il web ne è pieno), né a rivelare (com’è brutta la parola spoilerare) il finale o altro, per rispetto di chi il film ancora non l’ha visto. Non sono proprio un fan del genere, per quanto lo apprezzi e lo guardi con piacere, ma questa sceneggiatura forse apre nuovi orizzonti. Non più solo supereroi invincibili, battaglie fantasmagoriche, con il cattivo di turno che vuole distruggere il mondo. Certo, c’è anche tutto questo, ma quello che mi ha colpito è stata la cura dei personaggi, la complessità dei rapporti interpersonali, il coinvolgimento emotivo delle vite private. Canoni assolutamente assenti nelle pellicole di genere. Delle tre ore di film, le battaglie e i duelli sono le parti cui è riservato lo spazio minore. La storia è complessa e coinvolgente, con molti dialoghi, ironia, sentimenti, e riflessioni esistenziali sul senso della vita. Non vorrei spaventare i fan della saga, questo capitolo finale…