Bianco letale di Robert Galbraith

21 Aprile 2019

Salani ha pubblicato Bianco Letale, il quarto romanzo di Robert Galbraith. Come molti di voi sapranno (sennò che bibliofili siete), questo è lo pseudonimo di J. K. Rowling (mi rifiuto di dirvi chi è J. K. Rowling). Questo romanzo segue gli altri capitoli della serie: Il richiamo del cuculo, Il baco da seta, La via del male. Tutti incentrati sulla figura di Cormoran Strike, investigatore privato claudicante, burbero, colto, ironico. Un personaggio che segue la scia dei grandi investigatori della letteratura noir. Più Sam Spade che Poirot, più Philip Marlowe che Sherlock Holmes.

Cormoran Strike non lavora da solo, lo affianca Robin Ellacott, una ragazza ricca d’intuito. Sarà un’agenzia interinale a condurla fino a Cormoran Strike. I rapporti tra i due, dapprima tesi, avranno una svolta quando lui scoprirà le doti investigative della ragazza, che lo aiuterà a risolvere casi intricati. Robin, dapprima assistente, diventerà addirittura socia di Cormoran.

La trama

Cormoran Strike riceve nella sua agenzia investigativa uno strano cliente: Billy, un giovane psicotico che afferma di aver assistito da piccolo a un terribile crimine. Billy dapprima non riesce a ricordare i particolari, poi fugge via. Strike e Robin iniziano a indagare ma, come nei più classici dei gialli, l’indagine appare subito in salita. La storia si dipana dai sobborghi di Londra alle stanze segrete del Parlamento fino a una misteriosa residenza di campagna.

Questo quarto capitolo diventerà (come i precedenti) una serie televisiva in quattro puntate, prodotta dalla BBC. Protagonisti gli inglesi Tom Burke e Holliday Grainger.

Galbraith tratteggia con stile il binomio Cormoran/Robin. Quasi coprotagonisti. Figure indispensabili e irrinunciabili per la serie. L’impronta narrativo della scrittrice, raffinata ma piacevolmente fruibile, dipinge i personaggi con attenzione.

Consigliato a chi ama il genere hard-boiled, dove c’è un detective disincantato, un assassino da scoprire, un puzzle da ricostruire, un segreto da rivelare. Dove il sangue s’intuisce ma non si legge. Insomma, un noir, non un thriller cruento. In conclusione, le quasi ottocento pagine del libro (un marchio di fabbrica per la Rowling) sono ricche di colpi di scena per una lettura molto piacevole.

Silvio Coppola

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